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mercoledì 16 maggio 2018

All’origine degli acufeni / At the origin of tinnitus

All’origine degli acufeni At the origin of tinnitus


Segnalato dal Dott. Giuseppe Cotellessa / Reported by Dr. Giuseppe Cotellessa



Grazie alla risonanza magnetica funzionale, un gruppo di ricercatori dell’Illinois ha individuato la regione del cervello in cui si determina l’acufene, fastidioso e persistente ronzio che, in chi ne è affetto, rende difficile la concentrazione e il riposo.

L’acufene, ovvero la percezione di ronzii o fischiin assenza di sorgenti reali, esterne o interne all’orecchio, è un disturbo abbastanza frequente: colpisce tra il 10 e il 30% della popolazione mondiale. Se le forme più lievi possono essere tollerate o trattate, nei casi più gravi l’acufene può risultare invalidante, impedendo la normale alternanza sonno-veglia e determinando serie difficoltà di concentrazione. Essendo la percezione del rumore soggettiva e quindi non misurabile attraverso strumenti, le origini dell’acufene restavano molto difficili da determinare. Oggi però uno studio condotto nell’Università dell’Illinois a Urbana-Champaign e pubblicato sulla rivista Neuroimage: Clinical ha permesso di localizzare la regione del cervello de very similar to those in the control subjects. The alteration of the neural network around the precune would explain why in the subjects for whom tinnitus is more acute never a true state of rest is determined.
In the future, scientists aim to monitor over time the evolution of connective anomalies of the precune, in patients in whom tinnitus has recently appeared, to discover when the changes become significant and palla quale si origina l’acufene: il precuneo.
Il precuneo è situato tra i due emisferi, nel lobulo parietale superiore, e si comporta come un hub che connette la rete dorsale dell’attenzione, quella che si attiva quando siamo coinvolti in un’attività che richiede appunto attenzione, e la rete di “default mode”, che invece gestisce le attività di base del cervello quando siamo svegli ma non concentrati, ad esempio quando “sognamo ad occhi aperti” o quando “non pensiamo a niente”. In condizioni normali, le due reti non sono attive contemporaneamente, essendo le loro funzioni complementari.
Le immagini di risonanza magnetica funzionale ottenute all’Università di Urbana-Champaign hanno evidenziato come proprio nel precuneo si concentrino le maggiori differenze tra i diversi soggetti che hanno perso parte allo studio: un totale di 57 adulti affetti da acufenedi livello moderato o fastidioso, di recente comparsa o persistente, più due gruppi di controllo, uno con udito normale e l’altro di soggetti non udenti.
I ricercatori dell’Illinois hanno osservato inoltre che nei pazienti affetti da acufene cronico e fastidioso il precuneo mostra maggiori connessioni con la rete dorsale e minori con quella di “default”. Nei pazienti in cui l’acufene è comparso più recentemente (tra sei mesi e un anno) lo sbilanciamento nelle due connessioni non è altrettanto significativo e anzi le funzionalità sono molto simili a quelle nei soggetti di controllo. L’alterazione del network neurale intorno al precuneo spiegherebbe come mai nei soggetti per i quali l’acufene è più acuto non si determina mai un vero stato di riposo.
In futuro, gli scienziati si propongono di monitorare nel tempo l’evoluzione delle anomalie connettive del precuneo, nei pazienti in cui l’acufene si è manifestato recentemente, per scoprire quando le modificazioni diventano significative e permanenti. L’obiettivo è aprire la strada a trattamenti più efficaci contro questa condizione.
ENGLISH
Thanks to functional magnetic resonance imaging, a group of Illinois researchers has identified the region of the brain in which the tinnitus is determined, bothersome and persistent buzz that, in those affected, makes concentration and rest difficult.
Tinnitus, or the perception of buzzing or whistling in the absence of real sources, external or internal to the ear, is a fairly frequent disorder: it affects between 10 and 30% of the world's population. If the milder forms can be tolerated or treated, in the most serious cases the tinnitus can be disabling, preventing the normal sleep-wake alternation and causing serious difficulties in concentration. Being the perception of subjective noise and therefore not measurable through instruments, the origins of tinnitus remained very difficult to determine. Today, however, a study conducted at the University of Illinois at Urbana-Champaign and published in the journal Neuroimage: Clinical has allowed us to localize the region of the brain from which tinnitus originates: the precune.
The precune is located between the two hemispheres, in the superior parietal lobule, and acts as a hub that connects the dorsal network of attention, the one that is activated when we are involved in an activity that requires attention, and the network of " default mode ", which instead manages the basic activities of the brain when we are awake but not concentrated, for example when we" daydream "or when" we do not think about anything ". Under normal conditions, the two networks are not active at the same time, as their complementary functions.
The images of functional magnetic resonance obtained at the University of Urbana-Champaign have shown that the main differences between the different subjects who lost part of the study are concentrated in the precceus: a total of 57 adults with tinnitus, of moderate or annoying level , recently appeared or persistent, plus two control groups, one with normal hearing and the other with deaf individuals.
The Illinois researchers also noted that in patients suffering from chronic and troublesome tinnitus, the precune shows greater connections with the backbone network and lower ones with that of "default". In patients in whom tinnitus appeared more recently (between six months and one year) the imbalance in the two connections is not as significant and indeed the functionalities arermanent. The goal is to pave the way for more effective treatments against this condition.
Da:
https://www.galileonet.it/2017/08/origine-acufeni/