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martedì 15 maggio 2018

Un embrione artificiale è stato impiantato (in un topo) per la prima volta / An artificial embryo was implanted (in a mouse) for the first time

Un embrione artificiale è stato impiantato (in un topo) per la prima voltaAn artificial embryo was implanted (in a mouse) for the first time




    Un gruppo di ricercatori olandesi è riuscito a generare un embrione artificiale a partire dalle sole cellule staminali, senza quindi spermatozoi e ovuli, e impiantarlo in un topo femmina 
    Ci siamo riusciti ancora una volta: abbiamo generato un embrione sintetico a partire dalle sole cellule staminali, senza quindi ricorrere a ovuli e spermatozoi. A differenza della ricerca dell’Università di Cambridge, pubblicata poco più di un anno fa, che era riuscita ad assemblare, sempre grazie alle cellule staminali, un piccolo embrione di topo, questa volta abbiamo fatto un passo in più. Il team di ricercatori olandesi dell’Università di Maastricht ha raccontatosu Nature di essere riuscito a impiantare l’embrione artificiale nell’utero di un topo femmina, riuscendo così a osservare per la prima volta i processi delle prime fasi dello sviluppo della vita. Un studio, quindi, fondamentale per indagare le prime fasi dopo la fecondazione e far luce sui motivi (per ora sconosciuti) per cui molte gravidanze falliscono in una fase precoce, ovvero quando l’ovulo fecondato non riesce a impiantlluarsi nell’utero.
    L’embrione, generato a partire dalle sole cellule staminali, si è sviluppato nell’utero di un topo femmina per alcuni giorni, non riuscendo tuttavia ad arrivare alla fase matura.Per riuscirci, il team di ricercatori, guidato da Nicolas Rivron, si è servito di due tipi di cellule staminali di topo: le cellule che generano la placenta e quelle da cui si forma l’organismo intero. Coltivate e messe poi in un’unica provetta, i ricercatori hanno visto come questi due gruppi cellulari siano stati in grado di interagire tra loro, formando una struttura sferica simile a quella di una blastocisti, chiamata in questo studio blastoide.
    Successivamente, i ricercatori hanno traferito questi blastoidi nell’utero di un topo femmina, riuscendo così a impiantarsi sulla parete uterina. “Ora possiamo generare un numero estremamente grande di questi embrioni e studiarli nel dettaglio”, spiega l’autore alla Bbc. “Ciò potrebbe aiutarci a capire perché alcuni embrioni non riescono a impiantarsi e permetterci di studiare farmaci che potrebbero combattere l’infertilità”. Per ora, concludono i ricercatori, non c’è alcun programma per ripetere i risultati usando le cellule staminali umane.
    ENGLISH
    A group of Dutch researchers managed to generate an artificial embryo from stem cells only, without sperm and eggs, and implanted in a female mouse
    We have succeeded once again: we have generated a synthetic embryo starting from the stem cells alone, without therefore resorting to eggs and spermatozoa. Unlike the research of the University of Cambridge, published just over a year ago, which had managed to assemble, thanks to stem cells, a small mouse embryo, this time we took one more step. The team of Dutch researchers from the University of Maastricht told Nature that they had succeeded in implanting the artificial embryo in the uterus of a female mouse, thus being able to observe for the first time the processes of the early stages of the development of life. A study, therefore, essential to investigate the early stages after fertilization and shed light on the reasons (for now unknown) for which many pregnancies fail at an early stage, or when the fertilized egg fails to implant in the uterus.
    The embryo, generated from stem cells alone, developed in the uterus of a female mouse for a few days, but failed to reach the mature phase. To succeed, the team of researchers, led by Nicolas Rivron, served of two types of mouse stem cells: the cells that generate the placenta and those from which the whole organism is formed. Cultivated and then placed in a single tube, the researchers saw how these two cell groups were able to interact with each other, forming a spherical structure similar to that of a blastocyst, called in this blastoid study.
    Subsequently, the researchers transferred these blastoids into the uterus of a female mouse, thus succeeding in implanting themselves on the uterine wall. "Now we can generate an extremely large number of these embryos and study them in detail," explains the author to the BBC. "This could help us understand why some embryos fail to implant and allow us to study drugs that could fight infertility." For now, the researchers conclude, there is no program to repeat the results using human stem cells.
    Da:
    https://www.galileonet.it/2018/05/embrione-artificiale-impiantato/