L’aspirina fa aumentare il rischio di sanguinamento gastrointestinale fino al 60% / Aspirin increases the risk of gastrointestinal bleeding by up to 60%

L’aspirina fa aumentare il rischio di sanguinamento gastrointestinale fino al 60%Aspirin increases the risk of gastrointestinal bleeding by up to 60%


Segnalato dal Dott. Giuseppe Cotellessa / Reported by Dr. Giuseppe Cotellessa



L’acido acetilsalicilico, ormai universalmente identificato come aspirina, è uno dei farmaci più utilizzati a livello globale. Il suo campo di applicazione si è andato via via allargando nel tempo, fino a divenire un pilastro imprescindibile nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. Gli enormi vantaggi offerti dall’aspirina in termini di prevenzione degli eventi clinici e di riduzione della mortalità, devono comunque confrontarsi con un numero non trascurabile di effetti avversi. Tra questi, il più temuto è il sanguinamento gastrointestinale.

Un recente studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista Gut, ha evidenziato un aumento del rischio di sanguinamento gastrointestinale complessivo addirittura del 60% nei pazienti che assumono aspirina. Percentuale che si riduce però sostanzialmente negli individui più giovani e sani.

Aspirina e sanguinamento gastrointestinale: l’inibizione della cicloossigenasi

La medicina naturale ha utilizzato per millenni la corteccia di salice per le sue proprietà analgesiche, antipiretiche ed antinfiammatorie. Il primo a sintetizzare l’acido acetilsalicilico è stato un giovane chimico tedesco che lavorava per la Bayer. L’azienda ne ha registrato il fortunato brevetto nel 1899, chiamando il farmaco Aspirina.

Oggi ormai il termine aspirina è diventato sinonimo di acido acetilsalicilico ed è comunemente utilizzato ed accettato in pubblicazioni scientifiche e sanitarie.

Oltre che per la sua efficacia nella cura di disturbi molto comuni, come i dolori articolari o la febbre, la popolarità di questo farmaco è certamente dovuta anche alla sua facile disponibilità come medicamento da banco, accessibile cioè senza prescrizione medica.

Come altri farmaci antinfiammatori non steroidei, l’aspirina inibisce la ciclossigenasi, enzima che catalizza la formazione delle prostaglandine, importanti mediatori dell’infiammazione. Inibisce inoltre anche l’aggregazione delle piastrine, perno della sua attività antitrombotica.

D’altra parte però, l’aspirina inibisce anche importanti prostaglandine che proteggono lo stomaco dall’acido cloridrico. Pertanto, le proprietà terapeutiche dell’aspirina si contrappongono al rischio di un effetto collaterale potenzialmente pericoloso per la vita, come l’emorragia gastrointesinale.

Aspirina e sanguinamento gastrointestinale: l’incidenza negli anziani

Il nuovo studio di Suzanne Mahady e colleghi è partito dal presupposto che non vi erano in letteratura dati affidabili sull’incidenza dei sanguinamenti gastrointestinali gravi nelle persone anziane che assumono l’aspirina.

I ricercatori hanno utilizzato i dati dello studio ASPREE (ASPirin in Reducing Events in the Elderly) che ha valutato l’efficacia in prevenzione primaria dell’aspirina, confrontata versus placebo in persone che vivevano in comunità ed avevano un’età ≥70 anni. Le caratteristiche cliniche dei pazienti sono state raccolte alla visita basale ed annualmente.

L’obiettivo dello studio era il sanguinamento gastrointestinale maggiore. Questo evento è stato definito dall’occorrenza di due criteri: un sanguinamento comprovato da documentazione medica ed un sanguinamento che ha richiesto il ricovero in ospedale, una trasfusione, un prolungamento del ricovero, un intervento chirurgico o che ha provocato la morte.

Aspirina e sanguinamento gastrointestinale: i PPI non proteggono

Il follow-up mediano dello studio è durato 4,7 anni. Nel corso di questo periodo sono stati registrati 137 sanguinamenti del tratto gastrointestinale superiore. Di questi, 89 sono avvenuti tra i pazienti trattati con aspirina e 48 nel gruppo di controllo (HR 1,87). I sanguinamenti del tratto gastrointestinale inferiore sono stati 127. Settantatré sono avvenuti tra i pazienti in trattamento attivo e 54 nel gruppo di controllo.

Confrontando gli eventi nelle persone di età compresa tra 75 e 79 anni, rispetto a quelle di età ≤74 anni, è stato stimato un maggior rischio di sanguinamento del 60% (HR 1,59). Rischio che è risultato quasi triplicato per le persone di età ≥ 80 anni (HR 2,91).

Dall’analisi è emerso che altri fattori si associavano ad un aumentato rischio di sanguinamento. Tra questi vi erano l’ipertensione, il fumo (HR 2,12) e la malattia renale cronica (HR 1,46). Al contrario, Il diabete e l’assunzione di alcol non sono stati identificati come fattori di rischio significativi.

Il rischio assoluto di sanguinamento a 5 anni era dello 0,25% per un soggetto di 70 anni che non assumeva aspirina e raggiungeva il 5,03% in per un paziente di 80 anni, con fattori di rischio aggiuntivi, che assumeva il farmaco.

Un altro dato molto interessante emerso dall’analisi dei risultati è che l’uso degli inibitori di pompa protonica non era associato ad un ridotto rischio di sanguinamento del tratto gastrointestinale superiore.

Aspirina e sanguinamento gastrointestinale: risultati puntuali

I solidi risultati di questo studio lasciano pochi dubbi. L’aspirina può comportare un sostanziale aumento del rischio di sanguinamento gastrointestinale nei pazienti anziani e questo non sembra essere attenuato dall’uso degli inibitori di pompa protonica. Emerge peraltro come l’incremento del rischio di sanguinamento assoluto a cinque anni sia modesto negli individui più giovani e sani.

Come per qualsiasi altro farmaco, prima della sua prescrizione va valutata con attenzione la bilancia tra effetti favorevoli e possibili effetti collaterali, in particolare quando il medicinale è assunto in prevenzione primaria.

Questo studio, coordinato dalla Monash University di Melbourne, ha il pregio di portare dati molto accurati e puntuali sull’incidenza dei sanguinamenti in corso di trattamento con aspirina. Non solo, ha anche il merito di richiamare l’attenzione sui possibili rischi correlati all’uso di questo farmaco, così frequentemente utilizzato, ed a volte abusato.

ENGLISH

Acetylsalicylic acid, now universally known as aspirin, is one of the most widely used medications globally. Its scope of application has gradually expanded over time, becoming an essential pillar in the prevention of cardiovascular disease. The enormous benefits offered by aspirin in terms of preventing clinical events and reducing mortality are, however, offset by a significant number of adverse effects. Among these, the most feared is gastrointestinal bleeding.

A recent study, published in the prestigious journal Gut, found a 60% increased risk of overall gastrointestinal bleeding in patients taking aspirin. This percentage, however, is substantially reduced in younger, healthier individuals.

Aspirin and Gastrointestinal Bleeding: Cyclooxygenase Inhibition

Natural medicine has used willow bark for millennia for its analgesic, antipyretic, and anti-inflammatory properties. The first person to synthesize acetylsalicylic acid was a young German chemist working for Bayer. The company successfully patented it in 1899, calling the drug Aspirin.

Today, the term aspirin has become synonymous with acetylsalicylic acid and is commonly used and accepted in scientific and health publications.

In addition to its effectiveness in treating very common ailments, such as joint pain or fever, this drug's popularity is certainly also due to its easy availability as an over-the-counter medication, accessible without a prescription.

Like other nonsteroidal anti-inflammatory drugs, aspirin inhibits cyclooxygenase, an enzyme that catalyzes the formation of prostaglandins, important mediators of inflammation. It also inhibits platelet aggregation, the cornerstone of its antithrombotic activity.

On the other hand, however, aspirin also inhibits important prostaglandins that protect the stomach from hydrochloric acid. Therefore, the therapeutic properties of aspirin are offset by the risk of a potentially life-threatening side effect, such as gastrointestinal bleeding.

Aspirin and Gastrointestinal Bleeding: Incidence in the Elderly

The new study by Suzanne Mahady and colleagues started from the premise that there were no reliable data in the literature on the incidence of serious gastrointestinal bleeding in older adults taking aspirin.

The researchers used data from the ASPREE (ASPirin in Reducing Events in the Elderly) study, which evaluated the primary prevention efficacy of aspirin versus placebo in community-dwelling individuals aged 70 years and older. Patients' clinical characteristics were collected at baseline and annually.

The study endpoint was major gastrointestinal bleeding. This event was defined by the occurrence of two criteria: a medically documented bleeding event and a bleeding event that required hospitalization, a transfusion, an extension of hospital stay, surgery, or that resulted in death.

Aspirin and Gastrointestinal Bleeding: PPIs Do Not Protect

The median follow-up of the study lasted 4.7 years. During this period, 137 upper gastrointestinal tract bleeding events were recorded. Of these, 89 occurred among patients treated with aspirin and 48 in the control group (HR 1.87). There were 127 lower gastrointestinal tract bleeding events. Seventy-three occurred among patients on active treatment and 54 in the control group.

Comparing events in people aged 75 to 79 years with those aged ≤74 years, a 60% increased risk of bleeding was estimated (HR 1.59). This risk was nearly tripled for people aged 80 years or older (HR 2.91).

The analysis revealed that other factors were associated with an increased risk of bleeding. These included hypertension, smoking (HR 2.12), and chronic kidney disease (HR 1.46). In contrast, diabetes and alcohol consumption were not identified as significant risk factors.

The 5-year absolute risk of bleeding was 0.25% for a 70-year-old subject not taking aspirin and reached 5.03% for an 80-year-old patient with additional risk factors who took the drug.

Another very interesting finding from the analysis of the results is that the use of proton pump inhibitors was not associated with a reduced risk of upper gastrointestinal bleeding.

Aspirin and Gastrointestinal Bleeding: Timely Results

The robust results of this study leave little doubt. Aspirin can lead to a substantially increased risk of gastrointestinal bleeding in elderly patients, and this does not appear to be mitigated by the use of proton pump inhibitors. Furthermore, the increase in absolute bleeding risk over five years is modest in younger, healthier individuals.

As with any other medication, the balance between beneficial effects and potential side effects should be carefully considered before prescribing aspirin, particularly when the drug is taken for primary prevention.

This study, coordinated by Monash University in Melbourne, has the merit of providing highly accurate and timely data on the incidence of bleeding during aspirin treatment. Furthermore, it also has the merit of drawing attention to the potential risks associated with the use of this drug, so frequently used and sometimes overused.

Da:

https://newence.com/2020/09/03/laspirina-fa-aumentare-il-rischio-di-sanguinamento-gastrointestinale-fino-al-60/

 

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