Joint venture per la costruzione del più grande impianto al mondo per la produzione di proteine unicellulari. / Joint venture to build world’s largest single-cell protein plant
Joint venture per la costruzione del più grande impianto al mondo per la produzione di proteine unicellulari. / Joint venture to build world’s largest single-cell protein plant
Il Saudi Industrial Investment Group (SIIG) e la società danese Unibio International PLC hanno raggiunto un accordo per sviluppare in Arabia Saudita il più grande impianto al mondo per la produzione di proteine unicellulari, con l'obiettivo di produrre mangimi a partire dal gas naturale.
Il progetto sarà realizzato tramite una joint venture in cui SIIG detiene una quota dell'80% e Unibio del 20%, a seguito di un investimento di 70 milioni di dollari da parte di SIIG nel 2023. Da allora, entrambe le parti hanno portato avanti la pianificazione del progetto per l'impianto proposto, che sorgerà ad Al Jubail.
L'impianto è progettato per produrre inizialmente 50.000 tonnellate di proteine unicellulari all'anno, con piani a lungo termine per espandere la capacità oltre le 300.000 tonnellate annue. Il prodotto, commercializzato con il nome di Uniprotein, è destinato all'alimentazione animale, all'acquacoltura ed ai mangimi per animali da compagnia, e si prevede che la fornitura soddisferà sia il mercato nazionale che quello internazionale.
"Grazie alla nostra esperienza nella produzione su scala industriale, il processo di fermentazione è facilmente scalabile, in quanto è sufficiente aggiungere altri fermentatori per raggiungere la capacità desiderata", ha affermato David Henstrom, CEO di UniBio.
Il processo utilizzerà il sistema di bioreattore a ciclo verticale brevettato da Unibio, un metodo di fermentazione continua che converte il metano in proteine. Utilizzando il gas naturale come materia prima, la tecnologia mira a fornire un'alternativa ai tradizionali input agricoli per la produzione di mangimi. Le risorse di gas naturale già presenti in Arabia Saudita sono un fattore chiave nella scelta della sede del progetto.
Henstrom ha spiegato che il metano è un'importante fonte di nutrimento per i metanotrofi, microrganismi che consumano metano per produrre proteine.
"Per produrre in modo economicamente vantaggioso, ci concentriamo sulle aree geografiche in cui i costi attuali e previsti sono bassi e stabili", ha affermato. "Per questo motivo, il Medio Oriente ed il Nord America sono due regioni ideali per il nostro processo produttivo."
Uniprotein è descritto come un prodotto non geneticamente modificato, privo di pesticidi e completamente tracciabile.
"Rispetto alle fonti proteiche convenzionali come la farina ed il concentrato di soia, la farina di pesce ed il bestiame, richiede una quantità di terreno notevolmente inferiore - circa 0,12 m² di equivalente agricolo per kg di prodotto - e di acqua [~25 litri per kg], evitando al contempo i fattori che causano la perdita di biodiversità come la deforestazione, la conversione dei terreni e la pesca eccessiva", ha affermato Henstrom.
Le approvazioni normative includono l'autorizzazione all'uso in acquacoltura in Arabia Saudita e le applicazioni per mangimi nell'Unione Europea, oltre ad ulteriori registrazioni in altri mercati.
La fase di progettazione preliminare (FEED) dell'impianto è stata completata nel 2025. L'inizio dei lavori di costruzione è previsto per la seconda metà del 2026, mentre l'avvio delle operazioni commerciali è previsto per il 2028.
Questo sviluppo si inserisce in un più ampio impegno volto a ridurre la dipendenza dai mangimi importati, attraverso la creazione di capacità produttive nazionali. Riflette inoltre il crescente interesse del settore per le proteine prodotte tramite fermentazione, come integratore od alternativa alle fonti di mangime tradizionali.
“Più in generale, Uniprotein contribuisce a trasformare i sistemi alimentari disaccoppiando la produzione di proteine dall'uso intensivo delle risorse terrestri e marine e convertendo i flussi di metano sottoutilizzati in nutrienti di alto valore”, ha affermato Henstrom. “Questo approccio circolare supporta un sistema alimentare più resiliente e sostenibile”.
ENGLISH
Saudi Industrial Investment Group (SIIG) and Denmark-based Unibio International PLC have agreed to develop the world’s largest single-cell protein plant in Saudi Arabia, targeting feed production from natural gas.
The project will be delivered through a joint venture in which SIIG holds an 80 per cent stake and Unibio 20 per cent, following a $70m investment by SIIG in 2023. Since that investment, both parties have advanced planning for the proposed plant, which will be built in Al Jubail.
The facility is designed to produce an initial 50,000 tonnes of single-cell protein annually, with longer-term plans to expand capacity beyond 300,000 tonnes per year. The output, marketed as Uniprotein, is intended for use in animal, aquaculture and pet feed, with supply expected to serve both domestic and international markets.
“With our experience in industrial size production, the fermentation process is easy to scale, as more fermenters can simply be added to reach the intended capacity,” said UniBio CEO, David Henstrom.
The process will use Unibio’s proprietary vertical loop bioreactor system, a continuous fermentation method that converts methane into protein. By using natural gas as a feedstock, the technology aims to provide an alternative to conventional agricultural inputs for feed production. Saudi Arabia’s existing natural gas resources are a key factor in the project’s location.
Henstrom explained that methane is an important feed source for methanotrophs, which are microorganisms that consume methane to produce protein.
“In order to produce cost effectively, we are focused on geographies where the current and projected cost is low and stable,” he said. “For this reason, the Middle East and North America are two great locations for our process.”
Uniprotein is described as non-genetically modified, free from pesticides and fully traceable.
“Compared to conventional protein sources such as soybean meal and concentrate, fishmeal, and livestock, it requires substantially less land -approximately 0.12m² crop equivalent per kg of product - and water [~25 L per kg], while avoiding drivers of biodiversity loss such as deforestation, land conversion, and overfishing,” said Henstrom.
Regulatory approvals include authorisation for aquaculture use within Saudi Arabia and feed applications in the European Union, alongside additional registrations in other markets.
Front-end engineering design (FEED) work for the plant was completed in 2025. Construction is scheduled to begin in the second half of 2026, with commercial operations expected to commence in 2028.
The development forms part of broader efforts to reduce reliance on imported animal feed by establishing domestic production capacity. It also reflects growing industry interest in fermentation-based protein as a supplement or alternative to traditional feed sources.
“More broadly, Uniprotein contributes to transforming food systems by decoupling protein production from intensive land and marine resource use, and by converting underutilised methane streams into high-value nutrition,” said Henstrom. “This circular approach supports a more resilient and sustainable food system.”
Da:
https://www.theengineer.co.uk/content/news/jv-to-build-world-s-largest-single-cell-protein-plant?rcip=giuseppecotellessa%40libero.it&utm_campaign=Daily%20Bulletin%20-%20100426%20-%20Friday&utm_content=&utm_term=https%3A%2F%2Fwww.theengineer.co.uk%2Fcontent%2Fnews%2Fjv-to-build-world-s-largest-single-cell-protein-plant&utm_medium=email&utm_source=The%20Engineer
Commenti
Posta un commento