La fibrosi cicatriziale: una complicanza della lesione muscolare / Cicatricial fibrosis: a complication of muscle injury
La fibrosi cicatriziale: una complicanza della lesione muscolare / Cicatricial fibrosis: a complication of muscle injury
Segnalato dal Dott. Giuseppe Cotellessa / Reported by Dr. Giuseppe Cotellessa
Tra gli sportivi la lesione muscolare, un danno a carico della struttura muscolare a seguito di uno sforzo o di un movimento tale da generare un trauma, è estremamente comune e frequente. Ad essa, oltre al dolore ed alla limitazione del movimento, possono essere associate diverse complicanze e la fibrosi cicatriziale è una delle principali di quelle ad esordio tardivo, che può associarsi ad una riduzione della capacità contrattile del muscolo. Scopriamo meglio di cosa si tratta.
Le complicanze della lesione muscolare
Le più frequenti complicanze delle lesioni muscolari si distinguono, secondo la loro insorgenza, in precoci, intermedie e tardive. Tra le precoci rientrano la trombosi venosa profonda e la sindrome compartimentale acuta, mentre tra le intermedie ci sono le recidive precoci, la miosite ossificante, le infezioni e la rabdomiolisi. Le complicanze a esordio tardivo, invece, sono l’ernia muscolare, la mionecrosi calcifica, le recidive e la fibrosi cicatriziale.
La fibrosi cicatriziale
A seguito di un infortunio muscolare il processo di guarigione messo in atto dal nostro organismo si articola in due diversi meccanismi: la rigenerazione delle fibre muscolari e la formazione di una cicatrice fibrotica. Solitamente questi processi avvengono contemporaneamente ma in alcuni casi l’equilibrio viene alterato. Questo si verifica generalmente a seguito di recidive o gravi traumi per cui un processo di per sé fisiologico (come la formazione di una cicatrice) diventa patologico.
La fibrosi cicatriziale è l’accumulo di tessuto connettivo che si verifica per l’eccessiva produzione di tessuto collageno e la presenza delle miofibroblasti, le cellule che attirano il collagene sulle fibre del tessuto andando a modificare la normale struttura dell’organo interessato.
Quando si verifica una lesione muscolare il processo di guarigione prevede una prima fase di degenerazione (necrosi delle fibre muscolari lesionate) seguita da una di rigenerazione (proliferazione di cellule miogene) ed infine una di rimodellamento (maturazione delle nuove miofibrille muscolari fino a che non diventano elementi contrattili). Durante la fase di rimodellamento vi è la produzione di una serie di proteine plasmatiche che determina l’aumento della resistenza del tessuto cicatriziale alle trazioni consentendone la sua completa guarigione. In alcune particolari condizioni (lesioni croniche, atrofie, distrofie, eccetera) vi è una continua produzione di proteine che provocano la formazione della fibrosi, una struttura cicatriziale patologica.
Uno dei segreti per favorire la cura della lesione muscolare, ma al contempo riducendo al minimo il rischio di formazione fibrosi, è quello di effettuare terapie “non thermal-effect”: laserterapia e tecarterapia non devono generare calore sul muscolo lesionato!
La fibrosi è responsabile di dolori (più o meno acuti) nel ritorno allo sport, riduzione della mobilità del muscolo ed, al tatto, il tessuto risulta rigido e non elastico. Inoltre, la presenza della fibrosi cicatriziale altera la meccanica del muscolo riducendone la capacità contrattile e di sviluppare forza. Di fatto, peggiorano le prestazioni atletiche dello sportivo. Parallelamente il muscolo perde la sua elasticità, andando incontro ad un maggior rischio di nuove rotture e condizioni dolorosi.
Le terapie d’elite sono la fibrolisi e le onde d’urto, in grado di ridurre notevolemente le dimensioni della fibrosi cicatriziale e hanno l’obiettivo di renderla più elastica, riducendone l’impatto negativo.
Nella fibrolisi si rompe la fibrosi mediante un’azione meccanica esercitata dalle mani o da appositi attrezzi. La rottura della fibrosi può a volte determinare la formazione di ematomi. Similmente le onde d’urto agiscono sulla cicatrice con grande efficacia, ma senza causarne la rottura.
ENGLISH
Among athletes, muscle injury—damage to the muscle structure resulting from strain or movement that causes trauma—is extremely common and frequent. In addition to pain and limited movement, it can be associated with various complications, including cicatricial fibrosis, one of the main late-onset complications, which can be associated with a reduction in the muscle's contractile capacity. Let's take a closer look.
Complications of Muscle Injury
The most frequent complications of muscle injuries are classified, depending on their onset, as early, intermediate, and late. Early complications include deep vein thrombosis and acute compartment syndrome, while intermediate complications include early recurrences, myositis ossificans, infections, and rhabdomyolysis. Late-onset complications include muscle herniation, calcific myonecrosis, recurrences, and cicatricial fibrosis.
Scar Fibrosis
Following a muscle injury, the body's healing process involves two distinct mechanisms: muscle fiber regeneration and the formation of a fibrotic scar. These processes usually occur simultaneously, but in some cases the balance is disrupted. This generally occurs following recurrences or severe trauma, which causes a physiological process (such as scar formation) to become pathological.
Scar fibrosis is the accumulation of connective tissue caused by excessive collagen production and the presence of myofibroblasts, cells that attract collagen to the tissue fibers, altering the normal structure of the affected organ.
When a muscle injury occurs, the healing process involves an initial phase of degeneration (necrosis of damaged muscle fibers), followed by a phase of regeneration (proliferation of myogenic cells), and finally a phase of remodeling (maturation of new muscle myofibrils until they become contractile elements). During the remodeling phase, a series of plasma proteins are produced that increase the scar tissue's resistance to traction, allowing for complete healing. In certain specific conditions (chronic injuries, atrophy, dystrophy, etc.), proteins are continuously produced that cause fibrosis, a pathological scar structure.
One of the secrets to promoting muscle injury healing while simultaneously minimizing the risk of fibrosis is to use "non-thermal" therapies: laser therapy and tecar therapy must not generate heat on the injured muscle!
Fibrosis is responsible for pain (more or less acute) upon returning to sports, reduced muscle mobility, and the tissue feels stiff and inelastic to the touch. Furthermore, the presence of scar fibrosis alters muscle mechanics, reducing its ability to contract and develop strength. This, in turn, impairs the athlete's athletic performance. At the same time, the muscle loses its elasticity, increasing the risk of further ruptures and painful conditions.
The most effective therapies are fibrolysis and shockwave therapy, which significantly reduce the size of scar fibrosis and aim to make it more elastic, thus reducing its negative impact.
In fibrolysis, the fibrosis is broken down by mechanical action applied by the hands or special tools. This rupture can sometimes lead to the formation of hematomas. Similarly, shockwave therapy acts on the scar very effectively, but without causing it to break.
Da:
https://www.centrosaluteneri.it/la-fibrosi-cicatriziale-una-complicanza-della-lesione-muscolare/
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