L'intelligenza artificiale nella robotica chirurgica solleva questioni normative / AI in surgical robotics raises regulatory questions
L'intelligenza artificiale nella robotica chirurgica solleva questioni normative / AI in surgical robotics raises regulatory questions
Nel Regno Unito il numero di interventi chirurgici assistiti da robot è aumentato di oltre il 500% dal 2016 / The number of robotic-assisted procedures in the UK has risen by over 500 per cent since 2016
In un articolo pubblicato su Frontiers in Science, il gruppo esamina il potenziale dei sistemi basati sull'intelligenza artificiale per supportare le équipe chirurgiche attraverso un miglioramento del processo decisionale, della consapevolezza situazionale e delle prestazioni procedurali. L'analisi suggerisce che la combinazione della robotica con l'intelligenza artificiale avanzata potrebbe contribuire ad approcci chirurgici più personalizzati, sfruttando dati in tempo reale e modelli predittivi.
Gli autori descrivono come l'“intelligenza artificiale incarnata” – in cui l'intelligenza artificiale è integrata direttamente nei sistemi robotici – potrebbe interagire con ambienti operatori dotati di sensori per fornire apprendimento adattivo, consapevolezza spaziale e feedback sulle prestazioni durante le procedure. Questi sistemi potrebbero anche integrare molteplici flussi di dati provenienti da pazienti, medici ed apparecchiature per fornire una guida intraoperatoria.
In una dichiarazione, l'autore principale, il professor Prokar Dasgupta, ha affermato: "L'utilizzo di intelligenza artificiale avanzata e robotica in sala operatoria è estremamente entusiasmante. Nei prossimi anni, i robot intelligenti avranno un impatto su tutte le fasi della chirurgia, comprese le tecniche, le risposte alle emergenze, i ruoli del gruppo, i flussi di lavoro e le funzioni di assistenza".
L'articolo illustra inoltre il ruolo dell'intelligenza artificiale predittiva nel consentire ai chirurghi di valutare i potenziali esiti prima di intervenire, una capacità descritta come riconoscimento di causa-effetto. Questo approccio potrebbe favorire un processo decisionale più consapevole e migliori risultati per i pazienti.
Il primo autore, il dottor Alejandro Granados, ha affermato: "La chirurgia è sull'orlo di una profonda trasformazione, in cui la tecnologia non solo aiuterà a prevedere gli esiti, ma guiderà anche i medici verso il trattamento più ottimale e personalizzato per ogni paziente".
Accanto a queste opportunità, i ricercatori individuano le sfide normative associate ai sistemi che continuano ad evolversi dopo l'approvazione. Gli attuali quadri normativi valutano in genere i dispositivi medici in uno stato fisso, sollevando interrogativi su come i sistemi di intelligenza artificiale adattiva debbano essere valutati e monitorati nel tempo.
Il dottor Granados ha affermato: "La capacità di apprendimento dell'IA rappresenta un enigma senza precedenti. Ci troviamo in un momento cruciale per la chirurgia, in cui dobbiamo iniziare a rispondere a questi interrogativi per garantire che i pazienti possano beneficiare della vasta gamma di vantaggi offerti dalle sale operatorie dotate di intelligenza artificiale."
Gli autori auspicano modifiche ai percorsi normativi, tra cui una revisione delle classificazioni dei dispositivi, un rafforzamento della sorveglianza post-commercializzazione ed un aggiornamento degli standard di conformità. Raccomandano inoltre l'adozione di parametri standardizzati per gli studi clinici volti a valutare le prestazioni dell'IA e le interazioni tra esseri umani e macchine.
Il professor Dasgupta ha affermato: "Le promesse dell'intelligenza artificiale comportano profonde implicazioni per la pratica clinica e per la continua sicurezza operativa delle équipe chirurgiche. Ciò richiede un confronto tra le diverse parti interessate al fine di garantire chiarezza in materia di responsabilità, minimizzazione dei pregiudizi, integrazione dei sistemi robotici autonomi all'interno delle équipe chirurgiche, equità a livello globale ed una solida regolamentazione dei prodotti."
Lo studio evidenzia inoltre le preoccupazioni relative alla distorsione dei set di dati ed all'accesso ineguale alle tecnologie avanzate, in particolare nelle regioni a basso reddito. Propone una maggiore collaborazione tra il mondo accademico, l'industria e gli operatori sanitari per sviluppare ecosistemi di intelligenza artificiale e robotica più accessibili.
Guardando al futuro, i ricercatori prevedono che i ruoli chirurgici si evolveranno con l'aumento dell'automazione. I chirurghi probabilmente si concentreranno maggiormente sulla supervisione e sul processo decisionale di alto livello, supportati da gruppi multidisciplinari che potrebbero includere data scientist e specialisti in ingegneria.
Il professor Dasgupta ha affermato: "I chirurghi umani devono continuare ad essere i principali responsabili delle decisioni, e le informazioni derivanti dai modelli di intelligenza artificiale devono essere presentate in modo diverso ai membri dell'équipe chirurgica, a seconda del loro ruolo, se vogliamo mantenere la chiara catena di comando necessaria per una pratica chirurgica sicura".
Il dottor Granados ha aggiunto: "Realizzare questa visione su scala globale richiederà un'attenta gestione. Dobbiamo garantire che gli operatori sanitari ed i pazienti di tutto il mondo possano beneficiare equamente dell'enorme potenziale dell'innovazione in campo di intelligenza artificiale e robotica".
ENGLISH
Researchers and surgeons from King’s College London have outlined how artificial intelligence integrated into surgical robotics could enhance clinical practice, while highlighting the need for updated regulation and oversight.
Writing in Frontiers in Science, the team examines the potential for AI-enabled systems to support surgical teams through improved decision-making, situational awareness and procedural performance. The analysis suggests that combining robotics with advanced AI could contribute to more tailored surgical approaches, drawing on real-time data and predictive modelling.
The authors describe how “embodied AI” - where artificial intelligence is embedded directly into robotic systems - could interact with sensor-equipped operating environments to deliver adaptive learning, spatial awareness and performance feedback during procedures. These systems may also integrate multiple data streams from patients, clinicians and equipment to provide intraoperative guidance.
Writing in Frontiers in Science, the team examines the potential for AI-enabled systems to support surgical teams through improved decision-making, situational awareness and procedural performance. The analysis suggests that combining robotics with advanced AI could contribute to more tailored surgical approaches, drawing on real-time data and predictive modelling.
The authors describe how “embodied AI” - where artificial intelligence is embedded directly into robotic systems - could interact with sensor-equipped operating environments to deliver adaptive learning, spatial awareness and performance feedback during procedures. These systems may also integrate multiple data streams from patients, clinicians and equipment to provide intraoperative guidance.
Da:
https://www.theengineer.co.uk/content/news/ai-in-surgical-robotics-raises-regulation-questions?rcip=giuseppecotellessa%40libero.it&utm_campaign=Daily%20Bulletin%20-%20070526%20-%20Thursday&utm_content=&utm_term=https%3A%2F%2Fwww.theengineer.co.uk%2Fcontent%2Fnews%2Fai-in-surgical-robotics-raises-regulation-questions&utm_medium=email&utm_source=The%20Engineer
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