Uno studio nel Surrey utilizzerà sensori del suolo per raccogliere dati sulle tempeste solari. / Surrey study to uses soil sensors for solar storm data
Uno studio nel Surrey utilizzerà sensori del suolo per raccogliere dati sulle tempeste solari. / Surrey study to uses soil sensors for solar storm data
Segnalato dal Dott. Giuseppe Cotellessa / Reported by Dr. Giuseppe Cotellessa
Le eruzioni solari rilasciano intense radiazioni e particelle cariche che possono perturbare gravemente la tecnologia moderna / Solar flares release intense radiation and charged particles that can severely disrupt modern technology
-L'Università del Surrey sta conducendo un progetto di ricerca per analizzare un picco di radiazione atmosferica collegato ad una grande eruzione solare rilevata nel novembre 2025 dalle reti globali di sensori di umidità del suolo.
Il progetto di risposta rapida, finanziato con 100.000 sterline dal Natural Environment Research Council (NERC), esaminerà i dati provenienti da fitte reti di sensori dislocate nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Germania ed in Australia. L'obiettivo dei ricercatori è ricostruire l'evento e valutare come il suo impatto sia variato nelle diverse regioni della superficie terrestre.
I sensori di umidità del suolo vengono generalmente utilizzati per misurare il contenuto d'acqua nel terreno. Tuttavia, il loro funzionamento si basa sul rilevamento delle radiazioni neutroniche in prossimità della superficie terrestre. Durante intense attività meteorologiche spaziali, le particelle ad alta energia provenienti dai brillamenti solari interagiscono con l'atmosfera, aumentando il numero di neutroni e consentendo ai sensori di registrare inavvertitamente segnali di tempeste di radiazioni solari.
Questi eventi, noti come Ground Level Enhancements (GLE), sono relativamente rari ma possono comportare rischi per la tecnologia e le infrastrutture, inclusi i sistemi degli aeromobili ed i satelliti. Nel novembre 2025, quasi 6.000 aerei Airbus A320 sono stati messi a terra a causa di vulnerabilità associate a tale attività meteorologica spaziale, evidenziando i potenziali impatti operativi.
Nonostante la loro importanza, gli eventi di grande vita globale (GLE) rimangono difficili da monitorare nel dettaglio perché le reti di osservazione dedicate sono scarse e geograficamente limitate. I ricercatori suggeriscono che la crescente diffusione a livello globale di sistemi di sensori per l'umidità del suolo potrebbe contribuire a colmare questa lacuna, fornendo dati con una risoluzione spaziale di gran lunga superiore rispetto alle tradizionali infrastrutture di monitoraggio meteorologico spaziale.
In una dichiarazione, il dottor Fraser Baird, ricercatore presso l'Università del Surrey e co-responsabile del progetto, ha affermato: "Le condizioni meteorologiche spaziali sono spesso considerate un fenomeno globale, ma i loro effetti possono variare significativamente a seconda della posizione geografica. Ad esempio, sappiamo che la radiazione ionizzante nell'atmosfera è raddoppiata in soli 10 minuti a Lerwick, in Scozia, l'11 novembre, mentre a Guildford, in Inghilterra, è aumentata solo del 10% in un'ora. Quello che stiamo cercando di fare è catturare per la prima volta i dettagli tra queste misurazioni."
“Questi sensori per il suolo sono già impiegati in tutto il mondo per il monitoraggio ambientale. Se potessimo utilizzarli anche per rilevare le condizioni meteorologiche spaziali, si aprirebbe una strada completamente nuova ed economicamente vantaggiosa per osservare questi fenomeni.”
Si prevede che la ricerca contribuirà ad una migliore comprensione di come l'esposizione alle radiazioni vari geograficamente durante gli eventi meteorologici spaziali, con potenziali implicazioni per le previsioni e la gestione del rischio. Ciò è sempre più rilevante in quanto la dipendenza da sistemi satellitari, reti aeree ed altre infrastrutture critiche continua a crescere.
Il progetto, della durata di nove mesi a partire da aprile 2026, si propone di realizzare una delle ricostruzioni più dettagliate di un importante evento di radiazione solare a livello del suolo degli ultimi vent'anni, fornendo potenzialmente informazioni utili per le future strategie di monitoraggio.
ENGLISH
Surrey University is leading a research project to analyse a spike in atmospheric radiation linked to a major solar flare detected in November 2025 by global soil moisture sensor networks.
These events, known as Ground Level Enhancements (GLEs), are relatively rare but can pose risks to technology and infrastructure, including aircraft systems and satellites. In November 2025, nearly 6,000 Airbus A320 aircraft were grounded due to vulnerabilities associated with such space weather activity, highlighting potential operational impacts.
Despite their significance, GLEs remain difficult to monitor in detail because dedicated observation networks are sparse and geographically limited. Researchers suggest that the growing global deployment of soil moisture sensor systems could help address this gap by providing far higher spatial resolution data than traditional space weather monitoring infrastructure.
In a statement, Dr Fraser Baird, research fellow at Surrey University and co-lead on the project, said: “Space weather is often treated as a global phenomenon, but its effects can differ significantly depending on where you are in the world. For example, we know that ionising radiation in the atmosphere doubled in just 10 minutes in Lerwick, Scotland, on the 11th of November, whereas in Guildford, England, it only increased by 10 per cent over an hour. What we’re trying to do is capture the detail in between these measurements for the first time.
“These soil sensors are already deployed around the world for environmental monitoring. If we can use them to detect space weather too, it opens up a completely new, cost-effective way of observing these events.”
The research is expected to support improved understanding of how radiation exposure varies geographically during space weather events, with potential implications for forecasting and risk management. This is increasingly relevant as reliance on satellite-based systems, aviation networks and other critical infrastructure continues to grow.
Running over nine months from April 2026, the project aims to produce one of the most detailed reconstructions of a major ground-level space weather radiation event in nearly two decades, potentially informing future monitoring approaches.
Da:
https://www.theengineer.co.uk/content/news/surrey-study-uses-soil-sensors-for-solar-storm-data?rcip=giuseppecotellessa%40libero.it&utm_campaign=Daily%20Bulletin%20-%20120526%20-%20Tuesday&utm_content=&utm_term=https%3A%2F%2Fwww.theengineer.co.uk%2Fcontent%2Fnews%2Fsurrey-study-uses-soil-sensors-for-solar-storm-data&utm_medium=email&utm_source=The%20Engineer
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