Allergia alla carne trasmessa dalle zecche, cosa bisogna sapere / Tick-borne meat allergies: what you need to know

Allergia alla carne trasmessa dalle zecche, cosa bisogna sapereTick-borne meat allergies: what you need to know


Segnalato dal Dott. Giuseppe Cotellessa / Reported by Dr. Giuseppe Cotellessa



Agosto, tempo di vacanze per moltissimi italiani, che sempre più spesso scelgono la montagna, le passeggiate nei boschi, il contatto con la natura per staccare e ricaricare le batterie. Ignari del fatto che c’è un pericolo che si sta facendo più frequente e che persino gli addetti ai lavori conoscono poco. Si chiama sindrome alpha-gal ed è un’allergia alimentare alla carne trasmessa dal morso delle zecche. I casi – riferisce la rivista Nature – sono in aumento in molti Paesi (i tassi più alti sono in Australia e negli Stati Uniti, dove si stima che ne soffrano circa 450mila persone), ma ci sono ancora molte incertezze su quella che è una risposta immunitaria alquanto insolita. Per esempio, perché i sintomi sono a scoppio ritardato? E la condizione è reversibile?

Zecche e riscaldamento globale

Una delle conseguenze dell’aumento delle temperature a livello globale è la modifica degli areali degli animali, zecche comprese. La nicchia ecologica di diverse specie si sta ampliando: oggi si trovano anche ad altitudini più elevate rispetto a 40 anni fa ed in territori dove prima non esistevano. In Europa, per esempio, Ixodes ricinus ha esteso il suo areale di centinaia di chilometri verso nord nella regione boreale e settentrionale, un’espansione verso l’alto che ha riguardato anche l’Europa centrale e le regioni alpine. Insomma, complice anche il cambiamento delle nostre abitudini estive, entrare in contatto con questi animaletti è sempre più facile e, dato che le temperature maggiori ne accelerano anche lo sviluppo e riducono il tempo di incubazione degli agenti patogeni trasmessi dal loro morso, il rischio di trasmissione di malattie aumenta.

Non solo zoonosi

Malattia di Lyme (detta anche borreliosi, l’infezione da morso di zecca più diffusa in Italia), encefalite da zecca (Tbe), febbre bottonosa del Mediterraneo sono alcune delle malattie infettive che possono essere veicolate dalle zecche. Ad attirare l’attenzione dei ricercatori negli ultimi anni, però, è soprattutto una condizione che è sì trasmessa da questi parassiti, ma non è un’infezione batterica o virale. La sindrome alfa-gal, infatti, è ascrivibile ad una allergia alimentare, con sintomi aspecifici – come nausea e dolori addominali, orticaria e, più raramente, anafilassi – che si manifestano dalle 2 alle 8 ore dopo aver consumato carne di mammifero o prodotti lattiero-caseari. Questa condizione è dovuta ad una sensibilizzazione del sistema immunitario ad una particolare molecola che la zecca può trasferire all’essere umano durante il morso. Si tratta del galattosio-α-1,3-galattosio (alpha-gal, appunto), uno zucchero che è presente in molte carni di mammiferi, ma non nell’essere umano, e per questo viene registrato dal sistema immunitario come estraneo e potenzialmente pericoloso. Una minaccia da eliminare qualora venisse nuovamente riconosciuto.

Una diagnosi difficile

Le insolite caratteristiche di questa allergia la rendono però complessa da diagnosticare. Come detto, i sintomi sono vaghi e compaiono con diverso ritardo rispetto al contatto con l’allergene. Considerando anche la relativa rarità della sindrome, spesso i medici non la includono nella diagnosi differenziale e, quando la sintomatologia non è grave, può essere scambiata per comune indigestione. Quando invece la situazione è più seria, viene spesso annoverata come anafilassi idiopatica, che è un modo tecnico per indicare una reazione allergica grave di cui non si riesce a individuare la causa. Per queste ragioni, gli epidemiologi ritengono che la sindrome sia ampiamente sottodiagnosticata, sottolineando la necessità di identificare dei biomarcatori specifici misurabili nel sangue che permettano di sviluppare test diagnostici veloci e precisi, in grado di distinguerla da altri tipi di allergia. 

Sintomi a scoppio ritardato, perché?

Un mistero che riguarda la sindrome alpha-gal è il motivo per cui, a differenza delle comuni allergie alimentari, la reazione immunitaria non è immediata ma gli effetti compaiono ore dopo il pasto. L’ipotesi più accreditata in questo momento è che l’alpha-gal sia inizialmente intrappolato nei grassi della carne, incluso in particelle chiamate chilomicroni e che solo dopo che questi sono stati frammentati sia esposto e riconosciuto dal sistema immunitario, tanto da provocarne la reazione. Tuttavia, non è ancora chiaro perché questo processo richieda tempi diversi (anche molto diversi) da persona a persona, rendendo imprevedibile il momento della crisi allergica.

Anticorpi senza allergia

Un altro enigma riguarda il fatto che, secondo gli studi disponibili, dopo essere state morse da una zecca, ci sono molte più persone che sviluppano anticorpi specifici (IgE) contro l’alpha-gal rispetto a quelle che, alla fine, manifestano sintomi allergici. In Germania, ad esempio, circa il 19,6% dei lavoratori forestali esposti alle zecche risulta sensibilizzato, ma solo l’8,6% soffre effettivamente di allergia alla carne. In Danimarca, oltre il 97% degli adulti che presentano gli anticorpi nel sangue continua a mangiare carne rossa senza alcuna reazione avversa. Quale sia il fattore scatenante che trasforma una semplice presenza di anticorpi in una allergia potenzialmente mortale, però, non è ancora chiaro.

Addio alla carne?

Per chi è stato morso e ha sviluppato la sindrome alpha-gal non c’è oggi una soluzione: non esiste un farmaco in grado di eliminare l’allergia, anche se a volte gli antistaminici riescono ad attenuare i sintomi. Per scongiurare l’anafilassi, però, l’unico modo è quello di evitare il consumo di carne. Ci sono progetti che prevedono la creazione di registri internazionali di pazienti che hanno lo scopo di monitorare i sintomi e comprendere meglio l’evoluzione della malattia nel lungo periodo. Alcune evidenze suggeriscono, infatti, che, proteggendosi da ulteriori morsi di zecca, il livello di anticorpi nel sangue possa diminuire nel tempo, un fenomeno chiamato riposo del sistema immunitario che potrebbe in teoria permettere ad alcuni pazienti di tornare a mangiare carne dopo anni di astinenza. Sono dati ancora da verificare, però, ed eventuali sperimentazioni richiederanno la definizione di protocolli di reintroduzione che riducano al minimo i rischi.

ENGLISH

August is vacation time for many Italians, who increasingly choose the mountains, walks in the woods, and contact with nature to unwind and recharge. They're unaware of a growing danger, one that even those in the know know little about. It's called alpha-gal syndrome, a food allergy to meat transmitted by tick bites. Cases, reports the journal Nature, are increasing in many countries (the highest rates are in Australia and the United States, where an estimated 450,000 people suffer), but there are still many uncertainties surrounding this highly unusual immune response. For example, why are the symptoms delayed? And is the condition reversible?


Ticks and Global Warming

One of the consequences of rising global temperatures is a shift in the ranges of animals, including ticks. The ecological niche of several species is expanding: they are now found at higher altitudes than 40 years ago and in territories where they previously did not exist. In Europe, for example, Ixodes ricinus has expanded its range hundreds of kilometers northward into the boreal and northern regions, an upward expansion that has also affected central Europe and the Alpine regions. In short, thanks in part to changes in our summer habits, coming into contact with these little creatures is increasingly easy. And since higher temperatures also accelerate their development and reduce the incubation period of pathogens transmitted by their bites, the risk of disease transmission increases.


Not just zoonoses

Lyme disease (also called borreliosis, the most common tick-borne infection in Italy), tick-borne encephalitis (TBE), and Mediterranean spotted fever are some of the infectious diseases that can be carried by ticks. What has attracted researchers' attention in recent years, however, is a condition that is transmitted by these parasites, but is not a bacterial or viral infection. Alpha-gal syndrome is a food allergy, with nonspecific symptoms—such as nausea and abdominal pain, hives, and, more rarely, anaphylaxis—that appear 2 to 8 hours after consuming mammalian meat or dairy products. This condition is due to a sensitization of the immune system to a particular molecule that the tick can transfer to humans during a bite. This molecule is galactose-α-1,3-galactose (alpha-gal), a sugar found in many mammalian meats, but not in humans, and is therefore registered by the immune system as foreign and potentially dangerous. A threat that must be eliminated if it is recognized again.


A Difficult Diagnosis

The unusual characteristics of this allergy, however, make it difficult to diagnose. As mentioned, the symptoms are vague and appear with varying delays after contact with the allergen. Given the relative rarity of the syndrome, doctors often don't include it in the differential diagnosis, and when the symptoms are not severe, it can be mistaken for common indigestion. When the situation is more serious, however, it is often classified as idiopathic anaphylaxis, which is a technical term for a severe allergic reaction whose cause cannot be identified. For these reasons, epidemiologists believe the syndrome is largely underdiagnosed, emphasizing the need to identify specific biomarkers measurable in the blood that will allow for the development of rapid and accurate diagnostic tests capable of distinguishing it from other types of allergies.


Delayed symptoms: why?

A mystery surrounding alpha-gal syndrome is why, unlike common food allergies, the immune reaction is not immediate but the effects appear hours after the meal. The most widely accepted hypothesis at this time is that alpha-gal is initially trapped in meat fat, enclosed in particles called chylomicrons, and only after these have been fragmented is it exposed and recognized by the immune system, causing a reaction. However, it is still unclear why this process takes different (and sometimes very different) times from person to person, making the timing of an allergic reaction unpredictable.

Antibodies Without Allergies

Another enigma is the fact that, according to available studies, after being bitten by a tick, many more people develop specific antibodies (IgE) against alpha-gal than ultimately show allergic symptoms. In Germany, for example, approximately 19.6% of forestry workers exposed to ticks are sensitized, but only 8.6% actually suffer from a meat allergy. In Denmark, over 97% of adults with antibodies in their blood continue to eat red meat without any adverse reaction. However, the trigger that transforms the simple presence of antibodies into a potentially fatal allergy is still unclear.

Goodbye to meat?

For those who have been bitten and developed alpha-gal syndrome, there is currently no solution: there is no drug capable of eliminating the allergy, although antihistamines can sometimes alleviate the symptoms. To prevent anaphylaxis, however, the only way is to avoid meat consumption. Projects are underway to create international patient registries aimed at monitoring symptoms and better understanding the long-term progression of the disease. Some evidence suggests that by protecting oneself from further tick bites, blood antibody levels may decrease over time, a phenomenon called immune system rest, which could theoretically allow some patients to return to eating meat after years of abstinence. These data, however, remain unverified, and any trials will require the development of reintroduction protocols that minimize risks.

Da:

https://www.galileonet.it/allergia-alla-carne-trasmessa-dalle-zecche-cosa-bisogna-sapere/?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_source_platform=mailpoet


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