Aria condizionata, che cosa accade davvero alla tua abbronzatura / Air conditioning: what really happens to your tan

Aria condizionata, che cosa accade davvero alla tua abbronzatura Air conditioning: what really happens to your tan


Segnalato dal Dott. Giuseppe Cotellessa / Reported by Dr. Giuseppe Cotellessa



L’aria condizionata può contribuire a cancellare l’abbronzatura, ma con qualche piccolo accorgimento è possibile preservare la tintarella estiva.

L’abbronzatura è il più caro dei souvenir estivi. Basta uno sguardo allo specchio per ricordarci degli spensierati momenti trascorsi al mare, anche nelle più stressanti delle giornate di lavoro. Quando siamo abbronzati, sembriamo tutti più rilassati, freschi ed in forma. E nessuno vuole rinunciare a questa sensazione. Peccato che l’aria condizionata, ancora irrinunciabile, rischia di riportare in fretta il pallore cittadino. Ma ci sono dei semplici trucchetti che permettono di preservare la tintarella, pur rimandendo al fresco.

Perché l’aria condizionata può eliminare l’abbronzatura

Per mantenere l’abbronzatura, è prima necessario capire come funziona. Esposta alle radiazioni ultraviolette dei raggi salori, la pelle aumenta la produzione di melanina, che avviene nello strato più profondo dell’epidermide. Da qui, per limitare i danni dei raggi UV, la melanina migra verso gli strati più esterni, accumulandosi nei cheratinociti e dando alla pelle quel colore scuro che tanto ci piace. Di norma, se presa in modo corretto e con le dovute protezioni, l’abbronzatura dura circa 28 giorni, il tempo del fisiologico ricambio cellulare della nostra pelle.

L’aria condizionata non è in grado di agire su questo processo e non si può dire che elimini propriamente l’abbronzatura, ma può contribuirla a farla andare via prima. Perché l’aria secca dei condizionatori tende, appunto, a seccare la pelle. E quando la pelle non è abbastanza idratata, perde elasticità e si screpola, creando quelle che vengono chiamate squame sul suo strato più superficiale. Il termine suggerisce qualcosa di grave e vistoso, ma si tratta in realtà di un processo del tutto naturale e per lo più invisibile.

Nelle squame sono contenuti anche i pigmenti che danno colore all’abbronzatura che, distaccandosi, fanno tornare in superficie una carnagione più chiara. Le screpolature vengono interpretate dall’organismo come il segnale di una barriera (le pelle) vulnerabile e la risposta naturale è l’aumento della proliferazione di nuove cellule che sostituiscono più velocemente quelle già presenti.

Tra le cellule da sostituire anche quelle pigmentate (ovvero scurite dal sole), che completano più rapidamente il proprio ciclo. Ecco perché, esponendosi regolarmente all’aria condizionata, c’è il rischio che l’abbronzatura duri meno. Non si può dunque affermare che l’aria condizionata cancelli la tintarella – non vi sono riscontri scientifici a riguardo – ma è dimostrato che un’ambiente con scarsa umidità contribuisca notevolmente al ritorno del pallore.

Tutti i fattori nemici della tintarella

L’aria condizionata non è l’unico nemico dell’abbronzatura. Le potenziali minacce al colorito vacanziero sono numerose ed, alcune, si nascondono in gesti quotidiani. La doccia, ad esempio. Lavarsi con acqua troppo calda può far raddoppiare la quantità di acqua che evapora normalmente dalla pelle, seccandola e danneggiandola (e avviando così il processo di turn over spiegato in precedenza).

Bisognerebbe prestare attenzione anche al bagnoschiuma utilizzato. I saponi funzionano grazie a molecole tensioattive con un’estremità che si lega ai grassi, rimuovendo così lo sporco depositatosi sulla pelle. Queste molecole possono però attaccare anche la rete naturale di grassi della barriera cutanea. Indebolita, la pelle diventa anche più sensibile a stress meccanici come quelli dovuti allo sfregamento dell’asciugamano durante l’asciugatura od all’utilizzo di scrub.

Infine, tra i nemici dell’abbronzatura, forse il più pericoloso, c’è la piscina. È il cloro presente nell’acqua, in particolare, a danneggiare la tintarella. Il cloro ha effetti diretti sul sebo, la sostanza grassa prodotta dalle ghiandole della pelle per formare una pellicola protettiva in superficie. Basta una singola nuotata per rimuovere una gran quantità di sebo, mentre il pH dell’acqua, più elevato di quello naturale dell’epidermide, riduce la coesione tra le cellule. Il risultato, ancora una volta, è quello di una barriera cutanea danneggiata ed una pelle disidratata.

I trucchi per mantenere il colorito estivo

L’abbronzatura è destinata a scomparire col tempo, è inevitabile, ma vi sono alcuni trucchetti che possono aiutare a mantenerla il più a lungo possibile. Il primo consiglio è il più banale, ma anche il più efficace. Per mantenere la tintarella bisogna continuare a prendere il sole. Approfittando delle giornate di sole per pranzare all’aria aperta, stendersi al parco, di un weekend fuori porta o di una semplice passeggiata nel verde. Settembre è il mese giusto per continuare a prendere il sole, ma sempre e soltanto dopo essersi adeguatamente cosparsi di protezionale SPF – che, ricordiamo, andrebbe indossata ogni giorno, anche in città, anche nelle giornate di pioggia.

Utile anche scegliere bagnoschiuma pensati appositamente per preservare l’abbronzatura. Si tratta di saponi che contengono al loro interno agenti anti-desquamazione come acido ialuronico, burro di karité, olio di argan, aloe vera e pantenolo, antiossidanti e stimolatori naturali che contrastano i radicali liberi donando alla pelle un caldo colorito, tra i più comuni ed efficaci il beta-carotene, l’olio di buriti, la vitamina E e la vitamina C. Il consiglio è, in questo periodo, di sostituire la tradizionale crema idratante ad una crema dopo sole, da utilizzare dopo ogni doccia.

Abbiamo detto che lo sfregamento è nemico dell’abbronzatura, potrà dunque sembrare un controsenso, ma in realtà lo scrub è uno dei modi per preservare il colorito delle vacanze, purché si faccia nel modo giusto. Di ritorno dal mare è preferibile optare per formule delicate, arricchite da microgranuli o enzimi e sostanze idratanti, nutrienti, antiossidanti e addolcenti. Da usare non più di una volta a settimana ed evitando massaggi troppo aggressivi.

La dieta per un colorito perfetto

La salute passa dal piatto, l’abbronzatura anche. Ci sono dei cibi che possono aiutare a mantenere la pelle sana e colorita. Tra le sostanze naturali alleate della tinterella troviamo il betacarotene, precursore della vitamina A (il tanto amato retinolo) che contrasta l’azione dei radicali liberi responsabile dell’invecchiamento cellulare. Si tratta del pigmento che dà a frutta e verdura il tipico colore giallo, arancione e rosso. Lo si trova in carote, pomodori, pesche ed albicocche.

Tra le vitamine ed i minerali che proteggono la penne dai danni del sole, mantenendola più sana e luminosa, ci sono le vitamine A, C, E, il selenio, lo zinco e il coenzima Q10. Via libera ad agrumi, olio d’oliva (meglio se usato per condire a crudo), ma anche pesce e crostacei, frutta secca e semi, legumi e cereali integrali. Infine, antiossidanti per mantenere la pelle elastica come Omega 3 e 6, presenti in grandi quantità nella soia, nei semi di lino e chia, ed in pesci come salmone, sgombro, sardine, acciughe e tonno.

ENGLISH

Air conditioning can contribute to fading your tan, but with a few simple measures, it is possible to preserve that summer glow.

A tan is the most cherished of summer souvenirs. A single glance in the mirror reminds us of carefree moments spent by the sea, even during the most stressful workdays. When we are tanned, we all look more relaxed, fresh, and fit—and no one wants to give up that feeling. Unfortunately, air conditioning—while indispensable—threatens to quickly bring back that city pallor. Yet, there are simple tricks to help preserve your tan while staying cool.

Why air conditioning can cause a tan to fade

To maintain a tan, you first need to understand how it works. When exposed to ultraviolet radiation from the sun, the skin increases its production of melanin—a process that takes place in the deepest layer of the epidermis. To limit UV damage, the melanin then migrates toward the outer layers, accumulating in keratinocytes and giving the skin that dark hue we love so much. Typically, if acquired correctly and with proper protection, a tan lasts about 28 days—the time it takes for the skin’s natural cell turnover cycle.

Air conditioning does not directly interfere with this process, nor does it strictly "remove" the tan, but it can contribute to it fading faster. This is because the dry air from air conditioners tends to dehydrate the skin. When the skin lacks sufficient moisture, it loses elasticity and becomes flaky, creating what are known as "scales" on the outermost layer. While the term might suggest something severe or unsightly, it is actually a completely natural—and mostly invisible—process. The skin flakes also contain the pigments responsible for the tan; as they slough off, a lighter complexion is revealed underneath. The body interprets this flaking as a sign that its barrier (the skin) is vulnerable, triggering a natural response: increased cell proliferation to replace existing cells more rapidly.

This replacement process includes pigmented cells—those darkened by the sun—which complete their life cycle faster. This is why regular exposure to air conditioning can shorten the lifespan of a tan. While it cannot be claimed that air conditioning erases a tan—there is no scientific evidence to support this—it has been proven that low-humidity environments significantly contribute to the return of paleness.

Factors that threaten your tan

Air conditioning is not the only enemy of a tan. There are numerous potential threats to that holiday glow, some of which lurk in everyday habits. Take showering, for instance: washing with water that is too hot can double the rate of natural moisture evaporation from the skin, causing dryness and damage (thereby triggering the cell turnover process mentioned earlier).

You should also pay attention to the body wash you use. Soaps work via surfactant molecules; one end binds to oils, effectively removing dirt from the skin's surface. However, these molecules can also strip away the natural lipid network that forms the skin's protective barrier. Once weakened, the skin becomes more susceptible to mechanical stress, such as rubbing with a towel or using exfoliating scrubs.

Finally, perhaps the most dangerous enemy of a tan is the swimming pool. It is the chlorine in the water, in particular, that damages your tan. Chlorine has a direct effect on sebum—the oily substance produced by skin glands to form a protective surface film. A single swim is enough to strip away a significant amount of sebum, while the water’s pH—which is higher than the skin’s natural pH—reduces cell cohesion. The result, once again, is a compromised skin barrier and dehydrated skin.

Tips for maintaining your summer glow

A tan is bound to fade eventually—that is inevitable—but there are a few tricks to help keep it as long as possible. The first tip is the most obvious, yet the most effective: to maintain a tan, you need to keep getting some sun. Take advantage of sunny days to have lunch outdoors, lie in the park, go for a weekend getaway, or simply take a walk in nature. September is a great month to keep soaking up the sun, provided you always apply adequate SPF protection—which, remember, should be worn every day, even in the city and even on rainy days.

It is also beneficial to choose shower gels specifically designed to preserve your tan. These products contain anti-peeling agents—such as hyaluronic acid, shea butter, argan oil, aloe vera, and panthenol—as well as antioxidants and natural boosters that fight free radicals and enhance the skin's warm glow; common and effective examples include beta-carotene, buriti oil, vitamin E, and vitamin C. During this period, it is advisable to swap your regular moisturizer for an after-sun cream to use after every shower.

We mentioned that friction is the enemy of a tan, so it might seem counterintuitive, but using a scrub is actually a great way to maintain that holiday glow—provided it is done correctly. After returning from the beach, opt for gentle formulas enriched with micro-granules or enzymes, along with hydrating, nourishing, antioxidant, and softening ingredients. Use the scrub no more than once a week and avoid overly vigorous massaging.

A diet for the perfect glow

Good health starts on your plate, and the same goes for your tan. Certain foods can help keep your skin healthy and radiant. Natural allies for your tan include beta-carotene—a precursor to vitamin A (the much-loved retinol)—which combats the free radicals responsible for cellular aging. This is the pigment that gives fruits and vegetables their characteristic yellow, orange, and red hues; it is found in carrots, tomatoes, peaches, and apricots.

Vitamins A, C, and E, along with selenium, zinc, and coenzyme Q10, are among the vitamins and minerals that protect the skin from sun damage, keeping it healthy and luminous. Citrus fruits and olive oil (ideally used raw as a dressing) are excellent choices, as are fish and shellfish, nuts and seeds, legumes, and whole grains. Finally, include antioxidants—such as Omega-3 and Omega-6 fatty acids—to keep the skin elastic; these are abundant in soy, flaxseeds, and chia seeds, as well as in fish like salmon, mackerel, sardines, anchovies, and tuna.

Da:

https://dilei.it/bellezza/come-mantenere-abbronzatura-aria-condizionata/2669443/#nl_dl_329


Commenti

Post popolari in questo blog

Paracetamolo, ibuprofene o novalgina: quali le differenze? / acetaminophen, ibuprofen, metamizole : what are the differences?

Unghie rigate verticalmente: le cause e i migliori rimedi naturali / Vertically lined nails: the causes and the best natural remedies

De-estinzione, così faremo resuscitare le specie estinte. / De-extinction, so we resurrect the extinct species.