Lo stress quotidiano potrebbe danneggiare il tuo cuore? / Could Everyday Stress Be Damaging Your Heart?

Lo stress quotidiano potrebbe danneggiare il tuo cuore?Could Everyday Stress Be Damaging Your Heart?


Segnalato dal Dott. Giuseppe Cotellessa / Reported by Dr. Giuseppe Cotellessa



Un'infiammazione latente potrebbe alterare il cuore anni prima della comparsa dei sintomi cardiovascolari.

I risultati provengono da uno studio condotto su quasi mezzo milione di adulti nel Regno Unito, ritenuto il più ampio del suo genere.


Lo studio rileva che l'infiammazione cronica, associata alla situazione socioeconomica ed agli stili di vita delle persone, è collegata a dannosi cambiamenti strutturali nel cuore, nonché ad un rischio maggiore di infarto ed ictus.


I ricercatori spiegano che questi cambiamenti possono manifestarsi anni prima che le persone avvertano sintomi cardiovascolari, rimanendo quindi una minaccia per la salute latente.


Il professor Declan O'Regan, responsabile del gruppo di imaging cardiaco computazionale presso la London Medical Society (LMS), ha dichiarato: "Il nostro studio, il più ampio nel suo genere, suggerisce che milioni di persone potrebbero convivere con un'infiammazione latente, che sta lentamente modificando il loro cuore e causando danni a lungo termine, aumentando il rischio di infarto e ictus. L'infiammazione cronica è complessa, ma sappiamo che è legata alla nostra salute ed è influenzata da una serie di fattori legati allo stile di vita ed alla situazione economica: ciò significa che le persone potrebbero essere più a rischio semplicemente a causa dell'ambiente in cui vivono, della loro condizione economica, della salute dei loro familiari e del loro stile di vita."


"Sebbene affrontare le disuguaglianze in ambito sanitario rimanga una sfida, ci sono cose che possiamo fare per contrastare l'infiammazione, tra cui ridurre i fattori di rischio come il fumo e l'obesità."

Infiammazione occulta e danni cardiaci

L'infiammazione cronica è un'attivazione di basso livello e prolungata del sistema immunitario. È stata collegata a diverse patologie, tra cui il cancro ed il diabete, ed è sempre più riconosciuta come un fattore scatenante spesso sottovalutato delle malattie cardiache.


Nell'ultimo studio, i ricercatori hanno analizzato i dati della UK Biobank relativi a quasi 480.000 adulti del Regno Unito. Hanno utilizzato un marcatore ematico noto come glicoproteine ​​acetilate (GlycA), insieme ad immagini cardiache e dati genetici.


Hanno scoperto che le persone con i livelli di infiammazione più elevati (il 20% con i livelli più alti) avevano un rischio di infarto ed ictus superiore del 43% rispetto a quelle con i livelli più bassi (il 20% con i livelli più bassi). Inoltre, coloro che presentavano livelli più elevati mostravano anche maggiori segni di alterazioni strutturali del cuore, tra cui ispessimento delle pareti cardiache, riduzione delle dimensioni delle camere cardiache ed un riempimento cardiaco compromesso: tutte alterazioni che possono svilupparsi silenziosamente per anni prima di progredire verso l'insufficienza cardiaca.

Collegamenti con lo stile di vita, la salute mentale e la disuguaglianza

Livelli più elevati di infiammazione sono risultati fortemente associati ad indicatori di svantaggio socioeconomico e disagio psicologico, oltre che ai fattori di rischio più noti, tra cui il fumo e l'eccesso di grasso corporeo.


Nello studio, le persone che presentavano livelli di infiammazione persistentemente elevati avevano un rischio maggiore del 43% di infarto ed ictus, anche in assenza di patologie cardiache preesistenti.


I risultati suggeriscono che l'infiammazione cronica potrebbe essere una via biologica attraverso cui lo stress della vita quotidiana, inclusi la povertà ed i problemi di salute mentale, può avere effetti biologici che potrebbero aumentare il rischio cardiovascolare.


Declan ha aggiunto: "La cosa sorprendente è stata scoprire quanto i fattori sociali e la salute mentale siano collegati all'infiammazione ed ai danni al cuore, oltre a fattori di rischio più noti come il fumo e la sedentarietà. C'era anche una forte componente genetica, con alcune persone naturalmente più resistenti o più predisposte ai danni infiammatori derivanti da diversi stili di vita."


Tuttavia, i ricercatori sottolineano che le persone geneticamente predisposte od esposte a circostanze avverse non sono destinate a sviluppare malattie cardiache e che si può fare molto per prevenire l'infiammazione cronica.


Lo studio ha identificato alcune proteine ​​infiammatorie chiave delle famiglie dell'interleuchina-1 e del TNF come probabili responsabili di questo danno. Diverse di queste proteine ​​sono già oggetto di sperimentazione clinica con farmaci, il che fa sperare che i trattamenti antinfiammatori possano contribuire a prevenire le malattie cardiovascolari prima della comparsa dei sintomi.


I risultati suggeriscono che la combinazione di esami del sangue per la valutazione dell'infiammazione con i punteggi di rischio genetico potrebbe aiutare ad identificare coloro che hanno maggiori probabilità di beneficiare di un intervento precoce.


Il professor Bryan Williams, responsabile scientifico e medico della British Heart Foundation, ha dichiarato: "L'infiammazione fa parte del processo di guarigione del corpo, ma ha anche un lato oscuro. Questo studio su larga scala ha rilevato che le persone con livelli più elevati di infiammazione presentavano alterazioni silenziose nella struttura del cuore ed un rischio maggiore di eventi cardiaci gravi, tra cui infarti e ictus".


"La ricerca fornisce preziose informazioni su come i nostri geni e fattori legati allo stile di vita, come il fumo, una cattiva salute mentale e lo status socioeconomico, possano convergere per innescare l'infiammazione. Identifica inoltre diverse proteine ​​infiammatorie che sembrano svolgere un ruolo chiave nelle alterazioni cardiache legate all'infiammazione cronica, e si spera che i farmaci antinfiammatori possano diventare uno strumento importante nella prevenzione delle malattie cardiovascolari."


ENGLISH


Hidden inflammation may be changing the heart years before cardiovascular symptoms appear.

The findings come from a study of almost half a million adults in the UK, believed to be the largest of its kind.


It finds that chronic inflammation, associated with people’s socioeconomic situation and lifestyles, is linked to damaging structural changes in the heart, as well as to a higher risk of heart attacks and stroke.


The researchers explain that these changes may appear years before people experience any cardiovascular symptoms, remaining a hidden health threat.


Professor Declan O’Regan, Head of the Computational Cardiac Imaging Group at the LMS said: “Our study, which is the largest of its kind, suggests that millions of people could be living with hidden inflammation, which is slowly changing their heart and causing long term damage – increasing the risk of heart attack and stroke. Chronic inflammation is complicated, but we know it’s tied to our health and driven by a range of lifestyle and economic factors – meaning people may be at more risk just because of their surroundings, their economic status, their family’s health and their lifestyle.”


“But while tackling health inequalities remains an issue, there are things that we can do about inflammation, including reducing risk factors like smoking and obesity.”

Hidden inflammation and heart damage

Chronic inflammation is a long-term low-level activation of the body’s immune system. It has been linked with a range of diseases, including cancer and diabetes, and is increasingly recognised as a hidden driver of heart disease.


In the latest study, researchers analysed UK Biobank data from nearly 480,000 UK adults. They used a blood marker known as glycoprotein acetyls (GlycA), alongside heart imaging and genetic data.


They found that people with the highest levels of inflammation (the top 20%) had a 43% higher risk of heart attack and stroke than those with the lowest levels (the bottom 20%). But in addition, those with higher levels also showed more evidence of structural changes in their hearts, including thickened heart walls, smaller heart chambers and poorer heart filling – all changes which may develop quietly for years before progressing to heart failure.

Links to lifestyle, mental health and inequality

Higher levels of inflammation were strongly associated with measures of socioeconomic disadvantage and psychological distress, as well as the more established risk factors including smoking and excess body fat.


People with persistently higher levels of inflammation in the study faced a 43% greater risk of heart attack and stroke, even if they had no previously existing heart disease.


The findings suggest that chronic inflammation may be one biological pathway through which everyday life stresses, including poverty and mental health issues can have biological effects that may increase cardiovascular risk.


Declan added; “The surprising thing was how much social factors and mental health are linked to inflammation and damage to the heart – as well as more well-known risk factors like smoking and inactivity. There was also a strong genetic factor, with some people being naturally more resilient or susceptible to the inflammatory damage that comes from different lifestyles.”


However, the researchers stress that people who are genetically susceptible or exposed to adverse circumstances are not destined to develop heart disease, and much can be done to prevent long term inflammation.


The study identified key inflammatory proteins from the interleukin-1 and TNF families as likely drivers of this damage. Several of these proteins are already being targeted by drugs in clinical trials, raising hopes that anti-inflammatory treatments could help prevent cardiovascular disease before symptoms appear.


The findings suggest that combining inflammation blood tests with genetic risk scores could help identify those most likely to benefit from early intervention.


Professor Bryan Williams, Chief Scientific and Medical Officer at the British Heart Foundation, said: “Inflammation is part of the body’s healing process, but there is also a darker side to it. This large-scale study found people with higher levels of inflammation experienced silent changes to the structure of their hearts and had a higher risk of major cardiac events including heart attacks and strokes.”


“The research provides valuable insights into how our genes and lifestyle factors, such as smoking, poor mental health and socioeconomic status, can converge to trigger inflammation. It also identifies several inflammatory proteins that appear to play a key role in the heart changes linked to chronic inflammation, and it is to be hoped that anti-inflammatory medicines could become an important tool in preventing cardiovascular disease.


Da:

https://www.technologynetworks.com/immunology/news/could-everyday-stress-be-damaging-your-heart-416688?utm_campaign=NEWSLETTER_TN_Breaking%20Science%20News&utm_medium=email&_hsenc=p2ANqtz-_9g-UCWeaepKGMpdskKXznvK_UUbsBISrc80LQeabnMrloPihD_8EK4VkeRsgzwGjeUyjsVow5pPhHQS-ykvMQtdOWfvHszMKcdYFMPJYkDt0eSw0&_hsmi=440123867&utm_content=440123867&utm_source=hs_email

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