Un farmaco sperimentale potrebbe invertire i danni causati dalla sclerosi multipla. / Experimental Drug Could Reverse Multiple Sclerosis Damage
Un farmaco sperimentale potrebbe invertire i danni causati dalla sclerosi multipla. / Experimental Drug Could Reverse Multiple Sclerosis Damage
Segnalato dal Dott. Giuseppe Cotellessa / Reported by Dr. Giuseppe Cotellessa
Un farmaco sperimentale derivato da un medicinale per l'HIV ha mostrato risultati preliminari promettenti nel contrastare la paralisi e la perdita della vista nella sclerosi multipla (SM). I risultati preclinici pubblicati su Science Translational Medicine suggeriscono che il farmaco potrebbe potenzialmente ripristinare la funzione neurologica anziché limitarsi a rallentare la progressione della malattia.
La sclerosi multipla è una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario attacca la mielina, interrompendo la comunicazione tra il cervello, il midollo spinale ed il resto del corpo. I trattamenti attuali agiscono principalmente sopprimendo l'infiammazione e riducendo la probabilità di futuri attacchi immunitari; non sono in grado di ripristinare le funzioni neurologiche già compromesse. Al contrario, il farmaco sperimentale Kamuvudine K-9 potrebbe preservare le fibre nervose e la guaina mielinica protettiva danneggiata dalla sclerosi multipla.
La maggior parte delle terapie per la sclerosi multipla mira a prevenire il prossimo attacco", ha affermato il dottor Jayakrishna Ambati, direttore fondatore del Center for Advanced Vision Science dell'Università della Virginia e professore di oftalmologia presso la Facoltà di Medicina dell'Università della Virginia. "Ciò che è straordinario è che K-9 non solo ha impedito un ulteriore deterioramento neurologico, ma ha anche permesso agli animali di recuperare funzioni che avevano già perso."
K-9 deriva da una classe di farmaci anti-HIV noti come inibitori nucleosidici/nucleotidici della trascrittasi inversa, o NRTI. Il gruppo di Ambati aveva precedentemente scoperto che gli NRTI possono bloccare l'attivazione dell'inflammasoma, una via infiammatoria implicata in diverse malattie, e ha sviluppato K-9 per agire su questa via, aumentando potenzialmente la sicurezza e l'efficacia.
Nel nuovo studio, i ricercatori hanno scoperto che K-9 interrompe le interazioni che coinvolgono NLRP3, una proteina implicata nell'attivazione dell'inflammasoma, comprese le interazioni con NEK7 e NLRC4. Ciò inibisce l'attivazione di due inflammasomi, suggerendo uno specifico meccanismo attraverso il quale K-9 potrebbe ridurre l'infiammazione dannosa.
Negli esperimenti sugli animali, K-9 ha dimostrato di ridurre i danni neurologici e di migliorare le funzioni perse. Il gruppo ha anche scoperto che il trattamento ha bloccato l'aumento della catena leggera dei neurofilamenti (NfL), un biomarcatore ematico associato al danno nervoso. I topi trattati con un farmaco approvato per la sclerosi multipla non hanno mostrato lo stesso grado di recupero funzionale di quelli trattati con K-9.
I ricercatori hanno esaminato i dati delle assicurazioni sanitarie di oltre tre milioni di persone. La loro analisi ha rilevato che le persone che assumevano NRTI avevano un rischio inferiore del 41% di sviluppare la sclerosi multipla, mentre le persone con sclerosi multipla che assumevano questi farmaci avevano un tasso di ricadute annuali inferiore del 36%. Tuttavia, questi risultati sono di tipo osservazionale, il che significa che mostrano un'associazione piuttosto che dimostrare che gli NRTI prevengono o curano la sclerosi multipla. Saranno quindi necessari studi clinici per determinare se K-9 sia sicuro ed efficace specificamente per le persone con sclerosi multipla.
K-9 è già entrato nella fase di sperimentazione clinica per patologie oculari, tra cui l'edema maculare diabetico e la malattia oculare tiroidea. In futuro, il gruppo prevede di studiare il farmaco anche nella sclerosi laterale amiotrofica (SLA) ed in altre malattie neurologiche caratterizzate da infiammazione e danno nervoso.
"L'inibizione dell'inflammasoma è ormai riconosciuta come la terapia all'avanguardia per numerose malattie infiammatorie", ha affermato Ambati. "K-9 ed il suo analogo K-8, che ha già dimostrato una notevole efficacia nella degenerazione maculare, potrebbero essere utili anche in altre patologie come il morbo di Alzheimer ed il morbo di Parkinson."
ENGLISH
An investigational drug derived from HIV medication has shown early promise in reversing paralysis and vision loss in multiple sclerosis (MS). Preclinical results published in Science Translational Medicine suggest that the drug could potentially restore neurological function rather than simply slow the disease.
MS is an autoimmune disease in which the immune system attacks myelin, disrupting communication between the brain, spinal cord, and the rest of the body. Current treatments primarily work by suppressing inflammation and reducing the likelihood of future immune attacks; they cannot restore neurological function that has already been lost. In contrast, the experimental drug Kamuvudine K-9 could preserve nerve fibers and the protective myelin coating that is damaged by multiple sclerosis.
“Most MS therapies are aimed at preventing the next attack,” said Jayakrishna Ambati, MD, founding director of UVA’s Center for Advanced Vision Science and a professor of ophthalmology at the UVA School of Medicine. “What’s remarkable is that K-9 not only prevented further neurological deterioration, but animals recovered function they had already lost.”
K-9 is derived from a class of HIV medications known as nucleoside/nucleotide reverse transcriptase inhibitors, or NRTIs. Ambati’s team previously found that NRTIs can block activation of the inflammasome, an inflammatory pathway implicated in several diseases, and developed K-9 to target the pathway while potentially increasing safety and effectiveness.
In the new study, the researchers found that K-9 disrupted interactions involving NLRP3, a protein involved in inflammasome activation, including interactions with NEK7 and NLRC4. This inhibited activation of two inflammasomes, suggesting a specific mechanism through which K-9 may reduce damaging inflammation.
In animal experiments, K-9 appeared to reduce neurological damage and improve lost function. The team also found that treatment halted increases in neurofilament light chain (NfL), a blood biomarker associated with nerve damage. Mice treated with an approved MS medication did not experience the same degree of functional recovery as those given K-9.
The researchers examined health insurance data involving more than three million people. Their analysis found that people taking NRTIs had a 41% lower risk of developing MS, while people with MS who used the drugs had a 36% lower annual relapse rate. However, these findings are observational, meaning they show an association rather than proving that NRTIs prevent or treat MS. Clinical trials will therefore be necessary to determine whether K-9 is safe and effective specifically for people with MS.
K-9 has already entered clinical trials for eye conditions including diabetic macular edema and thyroid eye disease. Going forward, the team also plans to investigate the drug in amyotrophic lateral sclerosis (ALS) and other neurological diseases involving inflammation and nerve injury.
“Inflammasome inhibition is now recognized as the cutting edge of therapies for multiple inflammatory diseases,” Ambati said. “K-9 and the related K-8, which has already shown remarkable efficacy in macular degeneration, could also be beneficial in other diseases such as Alzheimer’s disease and Parkinson’s disease.”
Da:
https://www.insideprecisionmedicine.com/topics/translational-research/experimental-drug-could-reverse-multiple-sclerosis-damage/?_hsenc=p2ANqtz-_EXL11c419kgryCT9vsmhQhTMXDgYrMGC6_6ATUnKl46ytYHnvC9YAqEhTa5hO48NlFudkHocMxlYP-xLC5dufePf7Jev2QdPe5J5SNaWy28vwYgI&_hsmi=440968082
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