Rifiuti di plastica trasformati in biscotti ricchi di proteine / Plastic waste turned into protein-packed cookies
Rifiuti di plastica trasformati in biscotti ricchi di proteine / Plastic waste turned into protein-packed cookies
Segnalato dal Dott. Giuseppe Cotellessa / Reported by Dr. Giuseppe Cotellessa
Un gruppo della Southern Illinois University (SIU) di Carbondale sta preparando dei biscotti utilizzando un ingrediente insolito: la plastica.
Nel tentativo di riutilizzare questo materiale, il gruppo ha modificato i lieviti in modo che la plastica ed i rifiuti agricoli potessero essere convertiti in proteine commestibili e molecole aromatizzanti. Oltre a riciclare un materiale problematico, questa tecnologia potrebbe rivelarsi utile anche in contesti come zone colpite da disastri o missioni nello spazio profondo.
Sviluppato nell'ambito di un progetto guidato dalla NASA che mirava a creare cibo per l'ambiente dalle risorse limitate dell'esplorazione dello spazio profondo, il gruppo ha scelto la plastica per produrre cibo perché sia la plastica che il cibo sono materiali ricchi di carbonio.
Nello specifico, il polietilene tereftalato (PET), uno dei tipi di plastica più comuni, è costituito da molecole ricche di carbonio che potrebbero essere ristrutturate in una proteina.
Anziché ristrutturare quel carbonio in una proteina in laboratorio utilizzando reazioni chimiche e solventi, il gruppo ha adottato un approccio più ecologico, affidando il lavoro ai microbi.
Il gruppo della SIU ha modificato diversi tipi di lievito, tra cui il lievito di birra, per trasformare le molecole presenti sia nella plastica che nei rifiuti agricoli in proteine, vitamine ed aromi.
Il gruppo ha sottoposto plastica PET, steli e foglie di mais ed altra biomassa ad un processo creato dalla SIU chiamato dissoluzione idrotermale ossidativa, in cui acqua e ossigeno vengono utilizzati ad alte temperature e pressioni per scomporre il materiale in pezzi accessibili ai microbi.
Questi frammenti vengono successivamente dati in pasto ai lieviti programmati, che li convertono in nuovi ingredienti alimentari, come proteine, grassi e acidi. Fibre, amido e dolcificante vengono poi aggiunti al composto, che viene estruso attraverso una stampante 3D, creando biscotti ricchi di proteine, opportunamente chiamati µBites, ovvero "micro-biscotti".
I biscotti µBites sono stati ritenuti sicuri da consumare e hanno ricevuto riscontri positivi per il loro aroma, sebbene siano in attesa di approvazione ulteriori test di assaggio. Il gruppo sta inoltre modificando geneticamente i lieviti per produrre aromi e nutrienti da materiali di scarto, rendendo i biscotti più appetibili per i consumatori. Il lavoro futuro mira a creare biologicamente un maggior numero di ingredienti dei biscotti, con potenziali applicazioni sulla Terra ed in ambienti estremi come sottomarini e colonie spaziali.
ENGLISH
A team from Southern Illinois University (SIU) Carbondale is making cookies using an unexpected ingredient: plastic.
In a bid to repurpose this material, the team modified yeasts so that plastic and agricultural waste could be converted into edible proteins and flavoring molecules. Beyond upcycling a problematic material, the technology could also prove useful in settings such as disaster zones or deep-space missions.
Developed as part of a NASA-led project that sought to create food for the resource-limited environment of deep-space exploration, the team turned to plastic for making food because plastic and food are both carbon-rich materials.
Specifically, polyethylene terephthalate (PET), one of the most common types of plastic, features molecules with lots of carbon that could be restructured into a protein.
Rather than restructuring that carbon into a protein in a lab setting using chemical reactions and solvents, the team used a more environmentally friendly approach and instead outsourced the work to microbes.
The SIU team modified assorted yeasts — including baker's yeast — to transform molecules found in both plastic and agricultural waste into proteins, vitamins and flavorings.
The team put PET plastic, corn stalks and leaves, and other biomass through an SIU-created process called oxidative hydrothermal dissolution wherein water and oxygen are used at high temperatures and pressures to break down material into microbe-accessible pieces.
Those pieces are subsequently fed to the programmed yeasts, which convert them into new food ingredients, like proteins, fats and acids. Fiber, starch and sweetener are then added to the mix and extruded through a 3D printer, creating protein-rich cookies aptly called µBites — or “microbites.”
The µBites cookies have been deemed safe to eat and received positive feedback for aroma, though additional taste testing is pending approval. The team is also engineering yeasts to produce flavorings and nutrients from waste materials, making the cookies more appealing to consumers. Future work aims to create more of the cookies’ ingredients biologically, with potential applications on Earth and in extreme environments such as submarines and space colonies.
Da:
https://insights.globalspec.com/article/25107/plastic-waste-turned-into-protein-packed-cookies?uid=%2D1474234620&uh=f9d092&md=261002&mh=25e166&Vol=Vol1Issue31&Pub=196&LinkId=2234661&keyword=link%5F2234661&itemid=419998&bid=47747133&frmtrk=newsletter&cid=nl
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